Un grande telo da cantiere divide longitudinalmente la navata dello spazio gotico monumentale, ridefinendo radicalmente la percezione dello spazio: teso da parete a parete stabilisce un nuovo orizzonte visivo all’altezza dello sguardo creando un ambiente che favorisce la relazione diretta tra le opere e il visitatore.
L’allestimento adatta materiali di recupero scelti per il loro basso impatto ambientale e per la possibilità di essere riutilizzati in altri contesti: oltre al telo, tubi da ponteggio, sedie dismesse del Teatro Donizetti, il lungo canapo che raccorda l’interno della chiesa con gli spalti esterni delle Mura dove sono esposte altre opere.
Ogni materiale racconta una storia e diventa parte del nuovo racconto, in una sorta di circolarità continua.
Enti promotori: Assessorato alla Cultura Regione Lombardia, Assessorato alla Pubblica Istruzione Comune di Bergamo, Azienda Autonoma Turismo Bergamo, Banca Provinciale Lombarda, Banco di Bergamo, Credito Bergamasco, Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde.
Direzione Scientifica: Gian Alberto dell’Acqua, Germano Beringheli, Marzio Castagnedi, Marco Lorandi, Giorgio Mascherpa, Aurelio Natali, Bruno Rota.
Materiali presenti nell’archivio Bruno Rota:
Disegni, foto storiche esposizione 1981, fotografie del plastico di progetto, documenti vari allestimento, catalogo mostra, catalogo mostra”Arte a Bergamo 1970-1981″, n. 37/2004 e n. 11/2022 La Rivista di Bergamo.
Negli anni Ottanta il Teatro Sociale progettato dal Pollack versava in stato di avanzato degrado.
La soluzione dell’allestimento tiene conto dell’impossibilità di appendere le tele alle strutture calandole dall’alto: cinque grandi parallelepipedi, quasi volumi architettonici nella loro dimensione e definizione geometrica, disposti in sequenza prospettica, definiscono una scenografia che mette in relazione suggestiva lo spazio del teatro e le opere esposte.
Una rete antigrandine nera traslucida riveste i parallelepipedi trasformandoli in superfici materiche e vibranti. Il contrasto tra la trama scura e le tele esposte ne accentua la presenza, facendo emergere colori, segni e stratificazioni pittoriche. Un elemento semplice, di derivazione tecnica, diventa così parte integrante del linguaggio dell’allestimento.
In questa prima sezione della mostra, ogni volume definisce e favorisce la lettura autonoma di ogni tela, esaltandone le qualità formali e materiche.
Indirizzati dal senso dei volumi, si giunge otticamente e fisicamente di fronte alla parete di fondo, di quello che un tempo era il palcoscenico, dove troviamo due grandi opere separate da un volume nero che ne porta appesa una di dimensioni inferiori.
Disposti sulle due ali laterali, infine, emergono altri due grandi volumi sempre neri, che supportano, quello di destra, due grandi opere, mentre quello di sinistra, alternati tra loro, disegni, bozzetti e piccoli quadri che determinano un momento di lettura delle opere del Piccoli su una scala diversa.
Enti promotori: Comune di Bergamo- Assessorato P.I e Spettacolo
Progetto ed allestimento
Bruno Rota, Studio Labaa/Mazza de Piccioli/Piovesan
Contributo alla realizzazione della mostra:
Impresa ing. Giovanni Pandini Bergamo
Fotografie: Marco Mazzoleni
Materiali presenti nell’archivio Bruno Rota:
Disegni, foto storica esposizione 1985, documenti vari allestimento, catalogo mostra, catalogo mostra.
Progetto e direzione della mostra
Enrico De Pascale, Maro Cresci, Vittorio Fagone
Coordinamento: Maria Cristina Rodeschini Galati, Pasquale Lampugnani
Progetto didattico: Daniela Galante
Ufficio stampa: Alessandra Santerini
Segreteria: Claudio Gamba, Lorella Grammatico
Organizzazione: SIA Servizi Generali Bergamo, CSC Anymore Bergamo
TRANSFER é un progetto del Sekretariat für gemeinsame Kulturarbeit in Nordrhein-Westfalen- Wuppertal.
in collaborazione con le città di:
Duisburg, Essen, Gelsenkirchen, Mönchengladbach, Münster, Bergamo, Bologna, Bolzano, Castenaso, Genova, Milano, Modena, Torino, Acquisgrana, Bonn, Colonia, Düsseldorf
Materiali presenti nell’archivio Bruno Rota:
Disegni, foto storiche esposizione 1996, documenti vari allestimento, catalogo mostra.
Materiali presenti nell’archivio Bruno Rota:
Disegni, foto storiche esposizione 1997, documenti vari allestimento, catalogo mostra.
Non una mostra di oggetti statici, ma un processo di conoscenza multidisciplinare e di cross fertilization per produrre scambi di idee ed esperienze. L’allestimento dello spazio suggestivo della Porta Sant’Agostino (quella che rappresenta l’ingresso principale alla Città Alta) si compone di alcuni elementi simbolici a costo 0, recuperati da mostre allestite nello stesso periodo, montate e rimontate col minimo utilizzo di mezzi e senza spreco di risorse.
BARILI
Contenitori di materia e di valore immateriale. Petrolio, risorse, dati, economia: conoscere ciò che un luogo contiene , interpretarlo, metterlo in relazione e in discussione.
SFERA
Forma primaria, perfetta, cosmica. Ma anche una forza capace di sgretolare
un ordine, abbattere i birilli, rompere muri e gerarchie congelate nel l’orchestra.
ALFABETO
Le lettere sono materia minima del linguaggio. Ricombinarle significa cercare nuove parole per nominare ciò che cambia e nuove relazioni per comprenderlo.
I PRINCIPI DI MONTEFELTRO
Una cultura umanistica per tenere insieme storia, arte, scienza, città e territorio.
Non accumulare saperi, ma costruire una visione, rimettendo al centro l’umano.
Enti promotori:
Comune di Bergamo – Assessorato alla Cultura, Accademia Carrara di Bergamo, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
Nell’ambito di ARTE A BERGAMO a cura di: Vittorio Fagone, Enrico De Pascale, M. Cristina Rodeschini Galati
con la collaborazione di Francesca Buonincontri, Giovanna Brambilla Ranise, Umberto Cavenago, Mauro Ceruti, Anna Daneri, Salvatore Falci, Laura Leonelli, Monica Mazzoleni, Maria Grazia Recanati, Bruno Rota, Diego Ruggeri
Materiali presenti nell’archivio Bruno Rota:
Disegni, foto storiche esposizione 1997, documenti vari allestimento, catalogo mostra.
Lo spazio gotico monumentale accoglie l’esposizione di un gioiello del design automobilistico organizzata per la presentazione della nuova Porsche 911. L’allestimento si ispira al ‘lusso della sobrietà ‘ e riutilizza tavolame di legno grezzo e fusti metallici zincati da cantiere smontati dalla mostra Accademie in Europa della Gamec e rimontati per l’occasione, prima del ritorno definitivo nel cantiere edile.
Enti promotori: BONALDI spa Concessionaria Porsche Bergamo
In collaborazione con: Accademia Carrara di Bergamo, Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo,Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Programma :
“Immagini d’autore sulla nuova Porsche 911″Fotografie di: Gianni Berengo Gardin, Virgilio Fidanza, Edward Rozzo a cura di: Mario Cresci
Tavola rotonda: “Tra tecnica e progetto: design e tecnologia automobilistica”,sabato 25 ottobre 1997
Intervengono: Stefano Casciani, Almerico De Angelis, Gillo Dorfles, Mario MaioliIntroduce e coordina: Vittorio Fagone
Allestire un evento transitorio in un contenitore storico esistente significa seguire un percorso che implica lo studio del rapporto tra lo spazio e la disposizione delle opere. Significa individuare nuove relazioni che arricchiscano sia ciò che preesiste che ciò che viene immesso per un breve periodo.
Enti promotori:
Comune di Bergamo – Assessorato alla Cultura
Materiali presenti nell’archivio Bruno Rota:
Disegni, foto storiche esposizione 1997, documenti vari allestimento, catalogo mostra.
La mostra nasce dalla collaborazione istituzionale tra il mondo dell’arte e l’istituto per l’edilizia residenziale pubblica ALER.
In un’antica chiesa sconsacrata risalente al XIII secolo, recuperata dal Comune e adibita a sala espositiva, l’allestimento propone un’architettura transitoria dentro l’architettura permanente, utilizzando materiali poveri ( tavolame di legno grezzo e ghiaietto), totalmente recuperabili a fine mostra.
Ente promotore: ALER -Azienda Lombarda per l’Edilizia Residenziale
Patrocini: Assessorato alla Cultura Regione Lombardia, Assessorato alla Cultura Provincia di Bergamo, L’Eco di Bergamo.
Allestimento luci: Rinaldi Luci
Fotografie: Fotostudio Albachiara , Bergamo
Materiali presenti nell’archivio Bruno Rota:
Disegni, foto storiche esposizione 2000, fotografie del plastico di progetto, documenti vari allestimento, catalogo mostra. ,
Riapertura al pubblico di cittadini in tre weekend successive di 3 aree industriali dismesse strategiche della città: EX- IRF, EX FILATI LATEX, EX CESALPINIA – BERGAMO
Come diventeranno?
Passato, presente, futuro. Radici e innovazione
Comunicazione- Informazione-Partecipazione dei cittadini ai processi di trasformazione territoriale
Interattività
Traduzione di linguaggi criptati e burocratici in concetti comprensibili a tutti
In- formazione
Allestimento a costo 0 con riciclo totale dei materiali espositivi
Navetta gratuita per l’afflusso, visite guidate, postazioni informatiche, pannelli esplicativi, allestimenti tematici e video proiezioni
Ideazione e organizzazione :
Concept designer: Bruno Rota
Architetti: Maria Claudia Peretti , Fabrizio Bertocchi, Nicola Eynard, Gianfranco Rizzi, Maurizio Spreafico.
funzionario di riferimento per l’Assessorato all’Urbanistica Comune di Bergamo: architetto Marina Zambianchi
Contributi :
Comfort casa srl, Edilfila srl , Blue Eagle Spa
Patrocinio:
L’Eco di Bergamo, Unione Industriali, Aceb.
Materiali presenti nell’archivio Bruno Rota:
Disegni, foto 2001, documenti vari allestimento, locandine mostra, rassegna stampa.
La mostra è finalizzata a comunicare ai cittadini le trasformazioni del territorio urbano attraverso la proiezione di filmati che spiegano quanto sta succedendo in città con un focus particolare sulle ipotesi di trasformazione delle aree industriali dismesse.
Nel suggestivo spazio del foyer del principale teatro di Bergamo viene steso un grande tappeto che rappresenta il territorio, mentre dall’alto pende un’ortofoto della città che individua un centro fisico e simbolico dello spazio. All’ingresso e sulle pareti della sala vengono collocate delle bande con tacche bianche e nere, che misurano le dimensioni dell’ambiente.
Ente promotore: Comune di Bergamo – Assessorato all’Urbanistica Coordinamento per l’Assessorato all’Urbanistica: Marina Zambianchi
Concept Designer: Bruno Rota
Testi filmati: Mariola Peretti
AR-TEX – Per una galleria di ritratti racconta un modo nuovo di intendere il design industriale, in cui al centro non ci sono soltanto i prodotti, ma le persone, le loro competenze e le relazioni che costruiscono l’identità di un’azienda. Attraverso volti, nomi e storie individuali, il progetto valorizza il capitale umano come patrimonio fondamentale, capace di coniugare innovazione e tradizione, dimensione globale e radicamento territoriale. Un’idea di industria fondata su un nuovo umanesimo, in cui il progetto diventa espressione di una cultura condivisa.
La mostra è programmata per l’apertura dell’Urban Center struttura pensata per comunicare ai cittadini le trasformazioni del territorio urbano e per tradurre linguaggi tecnici e criptati in modo da renderli comprensibili a tutti.
Comunicazione- Informazione-Partecipazione sono i pilastri del nuovo servizio. Per facilitare la comprensione da parte dei non addetti ai lavori la mostra si basa su criteri di interattività.
L’ allestimento è a costo 0 con riciclo totale dei materiali espositivi: i tavoli per l’appoggio dei progetti e dei plastici vengono realizzati dalla Scuola Edile di Bergamo con materiali da cantiere, che torneranno alla piena disponibilità per altri usi una volta ultimata la mostra.
Ente promotore: Comune di Bergamo
Progetto generale mostra: Mariola Peretti, Marina Zambianchi, Roberto Cremaschi, Simona Locatelli
Coordinamento : Mariola Peretti
Concept allestimento : Bruno Rota designer
Multimedialità : Andrea Carpentieri
Collaborazioni : Lab80, Sangalli tecnologie,Instudio, Santini pubblicità
Tavoli allestimento : Scuola Edile di Bergamo
Dimore&Design è un’iniziativa di marketing territoriale ideata e organizzata da Multiconsult con lo scopo di rendere note al pubblico di appassionati, e non solo, alcune delle più significative dimore storiche incastonate fra le vie di Bergamo Alta, impreziosite di volta in volta da spettacolari allestimenti a cura di designer internazionali. Una manifestazione culturale che negli anni è cresciuta con lo scopo di raccontare il patrimonio architettonico bergamasco attraverso l’eccellenza del design italiano.
In palazzo Camozzi- Vertova, un allestimento a km 0 e costi molto bassi: tutto è stato recuperato una volta terminato l’evento della mostra.
Bancali in acciaio disegnati per l’esposizione fieristica di prodotti aziendali del gruppo Calvi di acciaierie.
Le architetture fatte di cassette per il latte.
I pannelli/teleri con 50 tipi di pane fatti per lo stand di Aspan.
Ideato e organizzato da: Multiconsult, marketing per l’impresa
Patrocinio: La Triennale di Milano- Design Museum